Un campione della storia dell'ingegneria meccanica
italiana 

Belleli Energy, la meccanica all'avanguardia per vincere nel mondo

Alta tecnologia, puntualità nelle consegne, elevati standard di sicurezza sul lavoro, sono i punti di forza della Belleli Energy, azienda di Mantova che affonda le sue radici nel 1947, e che ha le carte in regola per essere considerata un campione della storia dell'ingegneria meccanica italiana dell'industria chimica e petrolchimica. È una delle prime dieci del settore in Europa.
A partire dagli anni Sessanta si è focalizzata nella progettazione meccanica all'avanguardia e nell'utilizzo di materiali innovativi.
La sua storia dimostra come una proprietà italiana presente e integrata nelle operazioni aziendali è spesso fondamentale per lo sviluppo e per una crescita sostenibile. La Belleli Energy infatti inizia una fase di rilancio dopo un periodo di difficoltà, grazie all'acquisizione da parte del Gruppo Tosto. Durante la fase pregressa a guida americana l'azienda aveva subito un'alterna fortuna legata all'andamento del mercato del petrolio e di particolari apparecchi su cui Belleli Energy si era concentrata. Quando questo andava bene anche la Belleli Energy ne ha tratto benefici ma con la crisi del greggio e del settore della Raffinazione, ha finito per patirne le conseguenze. Il risultato, come spiega l'attuale amministratore delegato Paolo Fedeli, è stata una strategia aziendale volta al forte contenimento dei costi anche a scapito dell'innovazione e della diversificazione dei prodotti.
L'acquisizione da parte del Gruppo Tosto ha significato un riposizionamento sul mercato del Gruppo di Mantova con una strategia di lungo termine. Il che significa ampliare la gamma della Produzione e delle aree geografiche di interesse in modo da bilanciare le oscillazioni che si possono avere da prodotto a prodotto nell’ambito di più settori (Gas, Fertilizzanti, Chimica, Petrolchimica e Raffinazione. "Più settori si riescono a servire e più si è in grado di compensare i cicli mondiali" afferma Fedeli.
Il 99% del business di Belleli si sviluppa all'estero perché l'industria raffinazione, petrolchimica e chimica in Italia è in contrazione da dieci anni e nessuno ha più investito strutturalmente in questo settore. Grazie a questa proiezione all’export la tecnologia made in Italy continua però ad essere competitiva ed apprezzata dai Clienti finali. Belleli Energy punta sull'eccellenza, sulla diversificazione dei prodotti e lo sviluppo tecnologico. È evidente che tutto questo ha un costo nel breve termine ma i vertici Belleli Energy sono convinti che la logica dei tagli agli investimenti nello sviluppo ha come conseguenza l'uscita dal mercato nel lungo termine.
Le aree di espansione sono l'America, l'Est Europa e la Russia, il Medio Oriente incluso l'Iran e i Paesi emergenti del sud est asiatico. Bellelli è inoltre tra i pochi fabbricanti Europei di apparecchi in pressione per gli impianti di produzione di energia nucleare.
Superato il periodo critico della compravendita, ora che la continuità aziendale è assicurata la produttività è destinata ad aumentare. Sono stati rispettati i tempi per le commesse attualmente in lavorazione e ad oggi non sono state applicate penali per ritardi da parte dei Clienti.
Un altro cardine della strategia aziendale è la formazione e la ricerca. Dal 2017 sarà riaperta la scuola di saldatura e caldareria utilizzando lo strumento del tirocinio formativo per costruire e formare in caso le Maestranze Ultra-specializzate della Belleli Energy del futuro. È stata ripristinata la relazione con gli istituti tecnici per offrire un piano di alternanza scuola-lavoro. Negli ultimi tre anni delle scuole superiore gli studenti verranno a fare pratica manuale e formazione in azienda. È inoltre in corso un progetto di ricerca congiunta con le università di Modena e Reggio Emilia.
Belleli Energy è impegnata anche nel rispetto dell’ambiente e nel contenimento delle emissioni inquinanti. L' industria meccanica in generale non ha lavorazioni inquinanti e non è invasiva rispetto all'ambiente ciononostante essendo l’azienda impiantata in un polo industriale Petrolifero e Petrolchimico è presente nel perimetro geografico dello stabilimento una rete di pozzi per il monitoraggio di eventuali sorgenti inquinamenti.

Artemisia