A volte, nascere al momento sbagliato diventa una sfida

Comoli-Ferrari, un campione del Made in Italy elettrizzante

A volte nascere al momento sbagliato diventa una sfida che dà la forza per arrivare al successo. È racchiusa in questa frase la storia di Comoli-Ferrari, azienda leader nella distribuzione di materiale elettrico che dà il primo vagito nel 1929, proprio mentre il mondo affondava in una depressione economica senza precedenti.
Paolo Ferrari e Stefano Comoli, due dipendenti della Magneti Marelli, il primo come perito
industriale e l'altro come perito elettrotecnico, decidono di dare addio al posto fisso e mettersi in proprio. In quei tempi sembrò un salto nel buio, ma la storia poi gli ha dato ragione. Nata come azienda di impianti, poi si occupa di distribuzione, facendolo diventare il core business del dopoguerra. Durante il conflitto, l'attività fu messa a dura prova. Il materiale elettrico scarseggiava e i fornitori avevano difficoltà a distribuire quel poco che era disponibile, perchè tutta l'industria era concentrata sul materiale bellico. Ecco quindi l'idea di utilizzare un carro trainato da un cavallo, giacché altri mezzi erano proibiti, in modo da ritirare la merce e consegnarla ai clienti. Il momento più duro si presenta nel '43, quando i tedeschi requisirono tutto il materiale elettrico presente in magazzino. Ma i due
industriali pionieri riuscirono a nascondere quel tanto di merce per continuare l'attività. Da quel momento la crescita inarrestabile, la concorrenza con le multinazionali estere e l'espansione in tutti i settori dell'industria. Quando nel '50 Comoli venne a mancare, la famiglia decise di ritirarsi, ma la guida restò salda in mano ai Ferrari, senza scosse per l'azienda.
Ora Comoli-Ferrari presidia, con 11o filiali, il comparto della distribuzione di materiale elettrico, articoli per automazione, sicurezza, illuminazione e conduttori per industrie. È di supporto alle imprese di costruzione ma anche ai grandi gruppi e tra i suoi clienti annovera Trenitalia, Autostrade per l'Italia, Eni, Agip, Rai Way e la statunitense Carnival. Ha un piano di espansione all'estero intenso, soprattutto nei Paesi limitrofi all'Italia. E lo fa esportando quello che si può definire il metodo Comoli-Ferrari, ovvero una presenza ramificata e capillare sul territorio che garantisce, attraverso una molteplicità di punti vendita, un servizio tempestivo al cliente. Non solo. Grande attenzione pone agli artigiani, con cui ha un rapporto intenso, proprio perchè sono la cinghia di trasmissione con il cliente finale.
Nella sua politica industriale, il Gruppo, ora alla terza generazione, guidato da Paolo Ferrari – ma come presidente ancora il padre Giampaolo – , pone grande attenzione a due fattori ritenuti, a ragione, fondamentali per essere competitivi: la formazione e l'attenzione all'ambiente attraverso il risparmio energetico.
Comoli-Ferrari ha creato a Novara un polo tecnologico, il 3ELab. Si tratta di una struttura di 1.500 metri quadrati con all'interno una casa interamente allestita e la simulazione di piccola fabbrica industriale. Lì vengono applicate e testate tutte le ultime tecnologie disponibili nei vari settori e si fa formazione a un migliaio di elettricisti l'anno. Ed è proprio attraverso l'aggiornamento continuo che Comoli-Ferrari trasmette all'utente finale la consapevolezza di quanto sia irrinunciabile il rispetto dell’ambiente. Il 3ELab si pone quindi anche come un laboratorio di sperimentazione del risparmio energetico, dall'installazione di sistemi di sicurezza agli impianti antifurto, ai cavi.
La competitività è data anche dalla distribuzione capillare in tutto il Paese e dalla certezza dei tempi. Le consegne vengono fatte nel giro di qualche ora dopo l'ordine. Il giro d'affari è di oltre 380 milioni di euro. La conquista dei mercati internazionali rappresenta il futuro del Gruppo, che verrà concretizzata attraverso la formula del Made in Italy collaudata sul territorio nazionale.
 
Artemisia