Tutti abbiamo capacità e fantasia, basta provare
«Tutti abbiamo capacità e fantasia, basta provare». È con questa semplice ricetta che Roberto Dalla Valle ha creato il successo di Stone Italiana, una delle aziende più all'avanguardia nella produzione di quarzo e marmo ricomposto.
L'avventura di questo gioiello del Made in Italy è iniziata nel 1979 in una cittadina in provincia di Verona quando Roberto Dalla Valle, che all’epoca  era titolare di una  litografia che si occupava della stampa di carta e cartone, decise di cambiare vita, affrontare nuove sfide in un settore completamente nuovo ed innovativo. La proposta di un amico che aveva contatti con una azienda produttrice di macchinari per la lavorazione di marmo fu poi la scintilla da cui nacque l'intuizione geniale di Dalla Valle: dare vita a un prodotto realizzato con materiali di scarto ma che, pur essendo di base neutro, potesse essere colorato in modo da essere al passo con la moda.
Continue ricerche e sperimentazioni e l'attenzione alle mode del momento sono stati quindi i fattori del successo di Stone Italiana, che oggi è leader di mercato grazie all’unicità del suo prodotto fatta di alta resistenza meccanica, spessori e pesi delle lastre contenuti, colorazioni e textures innovative, impasti e granulometrie su misura.
La creatività di Stone Italiana è uno dei suoi tratti distintivi. Nei suoi prodotti si trovano la madreperla, i filamenti di ottone e persino gli scarti di lavorazione dell’industria microelettronica, che le hanno permesso di brevettare il primo pavimento antistatico dissipativo della categoria, ma anche materiali dal forte contenuto estetico come la collezione Juta, studiata in collaborazione con l’Arch. Palmeri e Jannelli&Volpi: una carta da parati goffrata come il sacco grezzo di juta, che nello stampaggio viene inserita tra la pressa e lo stampo creando una superficie che sembra tessuto. Con la Luxury Collection sono arrivate anche le gemme semipreziose (agata infuocata, sodalite, giadeite, quarzo rosa, ametista, diaspro rosso), mentre nel 2003 sono nate tre serie completamente inedite tra cui Jaipur, caratterizzata da una superficie irregolare e unica in ogni lastra, di grande effetto tattile, che grazie a una particolare ondulazione rimanda la luce con effetti emozionali. L'ultimo prodotto, infine, è simile al naturale Calacatta, molto raro sul mercato, che Stone Italiana interpreta e produce con sapienza artigianale.
Anche la personalizzazione del manufatto è una caratteristica quasi esclusiva di Stone Italiana. Nel 1982 la nota casa di moda Fendi inviò all’azienda una doga rivestita di pelle con la richiesta di realizzare un pavimento della stessa tinta. Servivano solo 120 metri ma soprattutto serviva l'esclusiva del prodotto: è stato un successo. Così come lo è stato il pavimento del palazzo Ex Unione Militare per Benetton in via del Corso a Roma. L’architetto Fuksas voleva qualcosa di particolare, Stone Italiana realizzò grandi cerchi che si intersecano fra loro ma senza il taglio della pietra: un lavoro fatto a mano di altissima precisione. Molte sono, ad oggi, le Maison della moda che scelgono Stone Italiana per dare identità all’immagine dei propri negozi nel mondo.
«Chi ha un'idea la mette sul tavolo» dice Roberto Dalla Valle, sottolineando l'importanza della sperimentazione continua ma anche del coinvolgimento di tutto il personale nelle scelte aziendali. Fra queste spiccano due iniziative imprenditoriali nuove: una legata alla grande attenzione per il risparmio energetico. Stone Italiana è entrata nel settore dei pannelli fotovoltaici con una soluzione molto originale: si tratta di un sistema doppio capace di produrre sia energia termica per avere l’acqua calda che energia elettrica. È nata così la casa tecnologica, cioè autosufficiente.
L’altra, nel settore dei bagni prefabbricati, è un’innovazione tecnica che permette di creare cellule bagno ad alta efficienza tecnologica e risparmio logistico di cantiere.
Tutte queste caratteristiche, compresa la puntualità nelle consegne, rendono Stone Italiana un leader indiscusso, che si è affermato sia in Italia che all’estero (l’export rappresenta oggi il 60% del business) raggiungendo un fatturato complessivo di oltre 40 milioni di euro.

Artemisia